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Graphic Novel"Mr. Loop", il noir cyberpunk di Lavoradori e Cicarè

“Mr. Loop”, il noir cyberpunk di Lavoradori e Cicarè

Alberto Lavoradori e Mauro Cicarè, due esperti e rodati professionisti che calcano da tempo il palcoscenico del fumetto italiano, sono gli autori di Mr Loop, edito da In Your Face Comix nella collana Vitamin, un’opera che aspira e traspira da ogni poro a uno sviluppo seriale, e di fatto ne ha tutti i migliori presupposti narrativi ed estetici.

Il lavoro è di quelli solidi, dove il trattamento grafico, di sceneggiatura e scrittura si integrano alla perfezione, creando una narrazione “atmosferica” di grande presa e piacevolezza nella sua apparente semplicità. Che non significa affatto banalità, dato che invece si presta a diversi livelli di lettura e di fruizione. Come per quanto riguarda i dispositivi mediali esiste una forma di rimediazione competitiva, ovvero una lotta per la supremazia e per la sopravvivenza, così avviene anche per quanto riguarda i generi narrativi.

Mr Loop – che ha per protagonista un investigatore deceduto da secoli ma reso ciclico da un prodigioso trattamento – è un’ottima ibridazione, a partire dalla passione per la fantascienza di Lavoradori: dalla migliore tradizione del noir hard boiled al gotico – nella sue varianti vampiresche byroniane e polidoriane e in quelle magico-scientifiche come il mito cabalistico ebraico del Golem e quel patchwork mostruoso del Frankenstein di Mary Shelley – con l’aggiunta di un po’ di “weird end eerie”, il tutto assemblato intorno alla modalità narrativa del loop temporale di un morto richiamato alla vita all’occasione, che va dal cyborg/robot assassino stile Terminator al mito universale dell’Errante.

Va da sé che ogni assemblaggio di generi deve trovare un suo equilibrio utilizzando al meglio tutte le caratteristiche dei vari generi e sottogeneri, e in questo il fumetto di Lavoradori e Cicarè esprime tutte le potenzialità di un mixaggio che restituisce gli elementi di conflitto e di antagonismo dei vari riferimenti narrativi portandoli, tra scrittura e segno, a una performance di tutto rispetto. L’abilità funambolica degli autori di rimanere sempre in grado di comunicare una tensione narrativa polievocativa fa tutta la differenza del mondo e spesso porta all’elisione e alla demonizzazione del concetto di genere, come avrebbe voluto Benedetto Croce. In fondo il vecchio critico e filosofo aveva ragione a negare l’idea di un possibile genere: visto che non può esistere un genere puro, tutto è genere e nulla lo è.

Quindi una narrazione ha valore o meno al di là del linguaggio e dello stile utilizzati, ma in Mr Loop gli ingredienti e la loro perfetta armonia sono paradossalmente più rilevanti della struttura narrativa portante. Ciò che maggiormente impatta nella ricezione dell’opera è la fortunata convergenza tra la scrittura hard boiled e l’aspetto malinconico del neo-gotico vampiresco di cui è intrisa la figura del protagonista e a cui rimandano le sue abitudini e la sua disperata “quest” in un mondo interiore ed esteriore pericoloso e sotto l’ombra di un sole nerissimo, che nasconde una bolgia dantesca con i suoi perseguitati e persecutori.

Ma vampiri sono, in fondo, anche gli alieni tecnologici che hanno conquistato il mondo in cui vivono il nostro eroe e la villain/amata Irina che li guida, figura che si avvicina alla Régine di Tutti gli uomini sono mortali, primo romanzo esistenzialista di Simone de Beauvoir che racconta della sfida della donna alla triste immortalità del nobile Fosca, scritto nel 1946, ben prima della saga di Highlander. Mr. Loop è un personaggio che tiene insieme Il grande sonno di Howard Hawks, Blade Runner di Ridley Scott e Nosferatu nella versione di Werner Herzog, sguazzando nel grande mare dell’action avventurosa ma in grado di trasmetterci un’incredibile senso di struggente nostalgia per un non so che di irrimediabilmente perduto, intriso di quell’inchiostro di cui si nutre la malinconia di chi non può vivere e non può morire, come direbbe Edgar Allan Poe, mai più.

Tristezza profonda, disperazione, delirio, furore ma anche un tocco di surreale e di umorismo nero: Mr Loop è tutto questo. In Sisifo, metafora dell’umano sopravvivere come nella rilettura di Camus, che probabilmente si è preso gioco degli dèi e per questo sconta “penosamente” la pena del “revenant” circolare. Ed è per questa sequenza ciclica, che rimanda al mito dell’eterno ritorno di Mircea Eliade e il ritorno dell’eguale di stampo freudiano, che questa storia è in grado di affascinarci anche nei suoi voluti vuoti narrativi.

Bene si confà il termine “restanza”, neologismo coniato da Vito Teti e dedicato a quello stato d’animo di chi abbandona luoghi fisici e dell’anima rimanendone comunque ancorato, in una terra di nessuno psicologica. Un’apolide tra esistenza e inesistenza, tra il restare e l’abbandono psicologico del ciclico infinito.

Mauro Cicarè illustra queste atmosfere in bilico tra realismo e sogno, tra il bianco e il nero e la mezzatinta, con grande efficacia e talento, qualità pura affinata nel tempo e con ancora luminosi bagliori della stagione frigideriana e valvolinica di fine Novecento, sia per quanto riguarda la gestione del segno sia per quella della sceneggiatura visiva. Tra le tante sue pubblicazioni vorrei ricordare quel piccolo capolavoro che rispondeva al titolo di L’enigma del condominio, edito da NPE nel 2007, che anticipava alcuni temi del libro in oggetto ma in logiche estremamente più surreali.

In Mr Loop Cicarè alterna primi e primissimi piani sfolgoranti di impatto espressionista a tavole esplosive composite e movimentate, che meriterebbero, per perizia grafica e pittorica, formati di stampa più grandi. Il tutto senza mai fare calare la tensione narrativa. L’autore affianca e integra visivamente in modo perfetto l’ottimo lavoro di Lavoradori sull’evocatività poetica e profondità psicologica dei testi, creando una costruzione minuziosa di quell’atmosfera così piacevolmente dolente, ma soprattutto dando vita a una visione cyberpunk assai credibile del protagonista, con incursioni nell’estetica del delirante per quanto riguarda alcuni personaggi di contorno.

In conclusione si tratta di un lavoro molto buono, che gioca sulla serialità dei contenuti e sulla nostalgia di cose già viste e conosciute ma di cui Mr Loop è una più che credibile variazione sul tema. L’importante non è ciò che si fa, ma farlo bene. E Lavoradori e Cicarè ci fanno ancora sperare, in questi tempi in cui nell’editoria della narrativa grafica molto si pubblica a scapito della ricerca della qualità, nell’affermazione di un artigianato di alto livello che meriterebbe ben altra attenzione.

Io aspetto un secondo volume di Mr Loop non solo per sapere cosa accadrà al protagonista, ma anche perché non è possibile non affezionarcisi, proprio come vuole la logica seriale di un personaggio perfetto ed estremamente simbolico nella sua post-umanità. Faccio mie le parole di Carlo Michelstaedter: «Voi vivete perché siete nati – ma dovete rinascere per voi stessi – per vivere. Per le vie della terra l’uomo va come in un cerchio che non ha fine e non ha principio, come in un labirinto che non ha uscita. E si accalcano gli uomini, e gareggiano e si soffermano, o procedono senza riposo, ma sono sempre là dov’erano, chè un posto vale l’altro nella valle senza uscita». So che ci rivedremo qui o da qualche parte, presto o tardi, caro Mr Loop!

Mr Loop
di Alberto Lavoradori e Mauro Cicarè
Vitamin – In Your Face Comix, settembre 2023
Brossurato, 100 pp., colore
19,00 € (acquista online)

Leggi anche: Alberto Lavoradori, il meno disneyano dei disneyani?

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