Nel 2012, il personaggio di una bambina pestifera dai codini rossi debuttò in Francia in un libro a fumetti intitolato Tutto questo finirà male. Anche se non suonava proprio di buon augurio, fu il primo di una lunga e fortunata serie che a oggi conta una ventina di volumi pubblicati anche in altri Paesi del mondo.

Creata da Antoine Dole con lo pseudonimo di Mr. Tan, disegnata prima da Isabelle Mandrou (in arte Miss Prickly) e poi da Diane Le Feyer, nei suoi undici anni di vita Mortelle AdèleAdele Crudele nell’edizione italiana di BeccoGiallo – è riuscita a tagliare il traguardo delle 15 milioni di copie vendute ed è diventata un vero e proprio fenomeno editoriale.

Chi è Adele Crudele?

adele crudele

Usando una formula di presentazione che è spesso usata dai bambini, nella prima pagina del primo volume la piccola Adele scrive di sé «Mi piace: NIENTE. Non mi piace: TUTTO IL RESTO». La sua quotidianità può definirsi normale, tanto è simile a quella di tanti altri coetanei che battibeccano con la mamma e il papà, giocano con i loro animaletti domestici, vanno a scuola non troppo volentieri e si barcamenano tra compagni di classe simpatici e altri un po’ meno. A essere decisamente sopra le righe sono invece la sua personalità e il modo in cui affronta ogni situazione. 

Con una ruga di contrarietà scolpita sulla fronte, Adele ribatte con sarcasmo all’entusiasmo propositivo dei genitori, non riconoscendo loro alcuna autorità né credibilità. Sopporta le moine della nonna, che la tratta come una principessa, solo perché è convinta che sia una strega e vuole smascherarla. Ama il suo criceto iperattivo perché pensa che sia un grizzly e tortura il suo gattino perché da grande non diventerà un leone. Riversa la sua creatività in folli esperimenti scientifici, riuscendo persino a creare uno zombi, Owen, destinato a sfondare nei talent show. Maltratta il dolce Goffredo, che vorrebbe essere il suo fidanzatino, e umilia Giada e Miranda solo perché sono carine, amano i glitter e fare shopping. Il suo unico vero amico è immaginario ed è il fantasma di un condannato a morte all’epoca della Rivoluzione Francese, Magnus.

Cinica e disincantata, intollerante e arrabbiata, ironica e opportunista, egocentrica e sadica, Adele sembra essere l’anello di congiunzione tra Lucy van Pelt e Mercoledì Addams, passando per il topolino megalomane di Mignolo col Prof. Eppure le sue azioni non fanno di lei la parodia di un certo tipo umano o il pretesto per una satira sociale. Il suo distintivo cipiglio arrabbiato, «una linea come una grande cancellatura», fu disegnato per la prima volte da Dole molto tempo fa come sfogo catartico dopo l’ennesimo episodio di bullismo di cui, all’epoca quattordicenne, era stato vittima. 

adele crudele

Adele è quindi nata per ricordare che dalla rabbia può nascere quella forza necessaria a difendersi ed emanciparsi, a rivendicare la libertà di essere diversi senza sentirsi sbagliati. La crudeltà dell’eroina non è che una possibile risposta, vittoriosa e creativa, alla solitudine e alla frustrazione che anche i più piccoli sperimentano e che spesso non riescono a rielaborare. Ammantata di sadica perfidia, Adele restituisce ai suoi lettori bambini il diritto di essere cattivi, di provare emozioni negative e di non corrispondere allo stereotipo di creature carine e docili in cui gli adulti tendono a ingabbiarli.

Autore decisamente prolifico, che a poco più di 40 anni ha già all’attivo quasi un centinaio di volumi tra fumetti, serie e albi illustrati per bambini e ragazzi, Dole ha indicato in Roald Dahl il suo punto di riferimento nella letteratura illustrata per ragazzi, riconoscendo in lui uno dei pochi scrittori che avevano il coraggio di rivolgersi ai bambini raccontandone le «emozioni complesse, senza coprirle con precauzioni e messaggi di avvertimento».

E in effetti, attraverso Adele, Dole restituisce ai bambini quella complessità che li caratterizza e li incoraggia a mostrarsi per quello che sono, non per come gli adulti li vorrebbero – ossia innocui. Eppure questa ricerca di profondità sembra essere smorzata da alcune scelte consapevoli, tanto narrative quanto grafiche.

Un’enfant terrible tra anticonformismo e mainstream

adele crudele

I fumetti di Adele si compongono prevalentemente di tavole di quattro vignette contenenti gag autoconclusive – il che li rende una lettura accessibile anche a quel pubblico giovanissimo che non ha ancora la concentrazione necessaria per affrontare storie lunghe. Il racconto è privo di una vera e propria linea orizzontale: gli spunti narrativi non hanno alcuna evoluzione e servono solo da pretesto per scatenare la reazione della protagonista, mentre i personaggi che la affiancano sono figure bidimensionali con l’unico compito di farle da spalla. Di conseguenza, le dinamiche narrative e relazionali che ne scaturiscono restano sempre le stesse, generando un senso di ripetitività e prevedibilità.

Questo immobilismo finisce con il ripercuotersi anche sul personaggio: se le azioni di Adele, per quanto sadiche, non cambiano in nessun modo i suoi rapporti con gli altri né incidono sullo scenario in cui si muove, la sua carica eversiva si annulla. Circoscritta in un contesto rassicurante che tutto sommato non viene mai scosso, la sua crudeltà perde ogni sgradevolezza fino a diventare metafora di un più generico spirito ribelle compatibile con una morale quasi didattica – è questa la linea interpretativa che gli autori stessi incoraggiano quando raccontano Adele come un personaggio che aiuta i bambini a «celebrare la loro forza interiore».

Questa scelta di smorzare le criticità di Adele per poi presentarla come un’eroina positiva invece che distruttiva si è riflessa nell’evoluzione grafica del personaggio, in particolare nel passaggio di consegne da Isabelle Mandrou (Miss Prickly), che ha illustrato i primi sette volumi, a Diane Le Feyer, l’attuale disegnatrice della serie.

Adele ha perso la sintesi spigolosa che la caratterizzava nelle prime storie, assumendo una forma più tridimensionale, arrotondata e pucciosa. In pratica, ha smussato alcune delle sue asperità per assolvere al meglio una missione apparentemente impossibile: risultare scorretta e anticonformista agli occhi dei bambini, ma anche graziosa e rassicurante agli occhi degli adulti, che in definitiva decidono quali libri comprare ai loro figli. Il raggiungimento e mantenimento di questo equilibrio è stato probabilmente cruciale per il successo commerciale della serie.

Nell’affiancare Dole, Le Feyer si è dimostrata perfettamente a suo agio sia con lo spirito del progetto che con i ritmi di lavoro decisamente sostenuti. Con il suo apporto, la serie si è assestata su una formula grafica precisa ed efficace che ha messo in primo piano il personaggio e la scrittura delle le sue battute, non lasciando spazio ad alcuna raffinatezza nella costruzione delle vignette, nella palette o nel lettering e diventando facilmente trasferibile in nuovi progetti non solo editoriali. 

Il successo di Adele, infatti, non ha solo fatto crescere la serie, arrivata a ben 20 volumi (l’ultimo in uscita a novembre in Francia), ma ha consentito la creazione di serie spin-off e romanzi illustrati e ha dato la stura a prodotti derivativi come una rivista bimestrale, una serie animata attualmente in lavorazione e una ricca offerta di merchandising che spazia dai giochi da tavolo ai pupazzetti, dalle magliette ai calendari dell’avvento.

adele crudele

Dopo aver conquistato una parte del mondo (con la vistosa eccezione dei Paesi di lingua inglese), Adele ha da poco ottenuto un altro raggiungimento importante: nell’ottobre 2022, esattamente 10 anni dopo il debutto del personaggio, Dole ha lasciato Bayard, l’editore storico della serie, per fondare una sua etichetta indipendente, Mr Tan & Co. Tra le motivazioni più forti c’è stata la necessità di avere più spazio di manovra nella gestione del suo personaggio e, probabilmente, anche del suo potenziale commerciale, ma l’ambizione sembra essere quella di ingrandirsi ancora e di arrivare sviluppare nuovi contenuti, non solo editoriali. 

In pratica, lo spirito distruttivo di Adele ha aperto nuove prospettive, almeno per chi scrive e disegna le sue storie. Chissà se questa enfant terrible della bande dessinée non riserverà nuove sorprese anche ai suoi lettori.

Entra nel canale WhatsApp di Fumettologica, clicca qui. O seguici su Threads, Telegram, Instagram e Facebook.