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Graphic Novel"Ginseng Roots 3", lo smarrimento a fumetti di Craig Thompson

“Ginseng Roots 3”, lo smarrimento a fumetti di Craig Thompson

ginseng roots 3 craig thompson

Sono passati quattro anni dal primo albo di Ginseng Roots, il ritorno al fumetto di uno dei suoi autori più incisivi, Craig Thompson. Ora l’opera, serializzata tra il 2019 e il 2023 dall’editore Uncivilized Books (e qui in Italia tradotta da Rizzoli Lizard), si è conclusa con il terzo volume. Ginseng Roots mischia il memoir e il racconto giornalistico attorno alla storia economica del ginseng, la radice consumata in Cina ma coltivata prevalentemente nel Wisconsin, dove Thompson è cresciuto. Nel raccontare l’economia del ginseng, strettamente legata alla sua infanzia, Thompson fa un bilancio della sua esistenza e della sua carriera, arrivando a mettere in discussione Blankets, il suo capolavoro.

Data l’enorme foliazione di quell’opera, credevamo di conoscere Thompson in ogni sua piega psicologica e invece scopriamo un’altra parte della sua vita. Anzi, scopriamo che quella non era nemmeno la sua vera vita, a voler essere puntigliosi. In un passaggio di Ginseng Roots, parlando dell’esclusione da Blankets della sorella, Craig Thompson dice «i lettori chiedono se è tutto vero. Non ho aggiunto nulla, la finzione è in ciò che ho omesso», facendo suo il pensiero della scrittrice Amy Hempel, che nella storia breve Il raccolto scriveva: «Ometto molte cose quando dico la verità».

ginseng roots craig thompson

Se nel primo volume di Ginseng Roots Thompson raccontava l’infanzia, trascorsa ad aiutare la madre nella raccolta del ginseng per conto di agricoltori locali, trattava le origini del ginseng, il suo impatto economico e ne faceva un trampolino di lancio per riflettere sulla propria vita, nel secondo e terzo volume la parte giornalistica finisce per mangiarsi la storia, e Thompson, ormai adulto, inserisce scene inerenti alla sua contemporaneità, al suo lavoro e alla fase di ricerca del fumetto che stiamo leggendo.

La quota saggistica dell’opera prende sempre più spazio, ingloba numerose testimonianze e si innestano elementi politici in un affresco bizantino che sembra assumere la forma stessa della radice di ginseng, tenace e profonda nel terreno. L’autore fa tutto questo senza mai sacrificare la leggibilità della tavola, e ogni parola combatte per stare sulla pagina e veicolare informazioni nel minor spaziotempo possibile. Come tutti i grandi narratori, Thompson arriva a farti appassionare a vicende di cui non sapevi nemmeno l’esistenza, a riprova del fatto che ci sono grandi storie anche sotto al più noioso dei sassi.

ginseng roots craig thompson

L’autore riesce comunque a intrecciare in questi discorsi la propria vita personale e, a un certo punto, tra un’ospitata ai festival e un colloquio con quelli di Hollywood per parlare di progetti che non andranno mai in porto, si lascia andare a considerazioni cupe sul proprio lavoro, più o meno note per chi ha dimestichezza con il mercato del fumetto (in soldoni: pochissimi riescono a mantenersi solo realizzando fumetti), ma ne aggiunge di nuove e personali, come in una scena in cui, sorpreso dalla folla che lo acclama in un festival in Corea del Sud, ammette che le sue ultime presentazioni in giro per gli Stati Uniti sono andate deserte.

In un genere, quello dell’autobiografismo, in cui i racconti più sordidi della propria esistenza, i propri piccoli dispiaceri, i traumi o i tragici passati servono sempre, alla fine, per restituire un’immagine vincente e risolta di sé, Thompson aggredisce il lettore con una concretezza che disarma molto più di tante messe a nudo. Cosa c’è di più lugubre e spiazzante del sentire dire che l’autore di un caposaldo come Blankets è andato fuori moda? Eppure, e questa è la cosa incredibile, ci racconta tutto attraverso un fumetto cesellato di disegno, dimostrando tenacia e un bene sconfinato per un mezzo che a volte non vuole saperne di farsi amare.

ginseng roots craig thompson

Chiuso il terzo tomo, nulla si può dire a questa lunga cavalcata ben scritta e ben disegnata. Se Blankets, come scriveva Tonio Troiani, era «una cattedrale personale in cui la memoria viene sistematizzata per diventare comunicabile, per segnare una netta cesura e consegnarsi agli altri», Ginseng Roots non arriva a nessun punto, non chiude, non domanda. Sfoga, alla meglio. E questa è anche una sua pecca, perché non riesce ad andare oltre al bignami sul ginseng da una parte, e dall’altra a mettere insieme gli elementi diaristici sparsi in giro in un discorso coerente. Però, in questo senso, Ginseng Roots è quasi più affascinante come raffinata testimonianza di uno smarrimento che come opera di graphic journalism.

Ginseng Roots 3 – Il peso della memoria
di Craig Thompson
traduzione: Vincenzo Filosa
Rizzoli Lizard, ottobre 2023
brossurato, 160 pp., colore
17,00 € (acquista online)

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