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Graphic Novel"Il Saraceno" di Vincenzo Filosa. Così si fa l'autofiction

“Il Saraceno” di Vincenzo Filosa. Così si fa l’autofiction

saraceno vincenzo filosa

Devo ammettere di aver capito – forse un po’ tardivamente – che ormai i fumetti autobiografici e di autofiction non li sopporto più. Forse perché ne ho letti – divorati – troppi in passato e ho voltato pagina, come lettore. O forse perché non li fanno più come in passato (una reazione comune riguardo alle passioni di un tempo, quando si arriva a una certa età). Magari invece non è colpa mia, ed è davvero difficile trovarne di buoni. Per come la vedo io, chi li scrive e li disegna – e chi glielo lascia fare – dovrebbe mettersi in pace col fatto che di rado al lettore qualunque può interessare la vita dell’autore qualunque

In molti casi quei fumetti sono una scusa per raccontare qualcosa quando non c’è niente da raccontare. Il gioco è stato smontato da tempo, quindi ormai ne leggo sempre di meno oppure ci provo ma senza arrivare in fondo, finendo per provare antipatia per l’autore e il suo alter ego, anziché empatia.

Di recente, proprio quando avevo appena accettato questa avversione per il genere, è successo che è morto Joe Matt, per me forse il re di quel tipo di fumetto. È stato un bello shock. Giorni dopo, mi sono imbattuto anche un po’ a sorpresa in un post su Instagram di Vincenzo Filosa, dove mostrava qualcosa del suo nuovo libro. Era da tempo che non avevo sue notizie, non sapevo a che cosa stesse lavorando.

saraceno vincenzo filosa

Allora sono tornato a sentirmi un po’ come quando attendevo tutto emozionato i nuovi albi di Joe Matt. Sapevo che Italo – il graphic novel di Filosa pubblicato da Rizzoli Lizard nel 2019 – avrebbe avuto un seguito, ma non avevo idea di quando sarebbe uscito. Quel post mi aveva preso alla sprovvista, aveva scalfito le mie nuove, seppur tardive, convinzioni.

Speravo che Il saraceno avrebbe soddisfatto ogni mia aspettativa dando un seguito a Italo, per me una delle migliori letture negli ultimi anni, un libro su cui sono tornato più volte, che ho letto e riletto e di cui ho avuto anche modo di chiacchierare con l’autore per discutere dei passaggi che mi avevano colpito particolarmente, che mi avevano preso a cazzotti nello stomaco.

Insomma, Il saraceno è arrivato per mettere in dubbio quella mia nuova antipatia per il genere autobiografico, per farmi ricordare che c’è modo e modo. Autobiografia e autofiction a fumetti (quale delle due prevalga immagino lo sappiano soltanto lui e chi lo conosce davvero bene, ma questo al lettore tutto sommato non deve importare davvero) Vincenzo Filosa le pratica nel modo migliore. 

saraceno vincenzo filosa

Lo fa mettendosi in discussione fino al limite del pudore (e della decenza, talvolta), rivisitando con sguardo davvero critico e chirurgico il passato, dandogli un senso e comprendendolo, mettendo su carta gesti estremi e momenti critici contrapposti a un ordinario che è una continua personale piccola tragedia. Si serve di una onestà disarmante, una franchezza chirurgica, che gli permette di rivisitare e condividere vicende del passato come in una sorta di confessionale a fumetti o, meglio, come sulla poltrona dello psicologo.

Il libro è scandito da capitoli piuttosto brevi, anche apparentemente slegati tra loro, che vanno a costruire una trama non lineare mirata a indagare le ossessioni (il fumetto), le disfunzioni sociali e famigliari e le dipendenze (la droga) del protagonista. Al centro del racconto, a tenere insieme quasi ogni episodio, c’è soprattutto il suo rapporto col padre. Il professore, come lo chiamano in molti, è una figura ingombrante (ci sono padri che non lo sono per i propri figli maschi?) che nasconde i suoi piccoli segreti e tutti quei pattern comportamentali che noi figli ci mettiamo anni a capire davvero (non necessariamente accettandoli o condividendoli).

Il confronto in differita e su carta che Filosa fa con la figura del padre è una pratica sottile e violenta allo stesso tempo. L’autore non fa sconti, soprattutto a se stesso, e mostra di aver compreso il padre e le sue azioni, di averlo più che accettato, forse abbracciato idealmente nei modi, magari proprio con la prospettiva di chi ormai è diventato anch’egli padre.

saraceno vincenzo filosa

Con la sua narrazione frammentata, la scrittura viva e vivace, l’amara autoironia con cui si dipinge, il segno che come nessun altro crea una connessione possibile tra il manga d’autore anni Settanta e Andrea Pazienza, in Il saraceno Vincenzo Filosa ha realizzato forse il suo libro più completo. È il giusto prosieguo della strada avviata con Figlio unico (Canicola, 2017), che si cimentava in temi simili ma esposti in maniera forse ancora non così solida, e soprattutto del percorso intrapreso con Italo. Aspetto fiducioso di leggerne il seguito.

Il saraceno
di Vincenzo Filosa
Rizzoli Lizard, novembre 2023
Brossurato, 100 pp., colore
19,00 € (acquista online)

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