Un anno di Urania. La fantascienza da edicola della corazzata di Mondadori ha pubblicato storie di livello molto elevato. Vale allora la pena tenere traccia di 10 tra i volumi usciti nel 2023, in cui peraltro Urania ha celebrato 70 anni. Ne abbiamo presi tre dalla serie Urania “normale” e quella Collezione, più tre Jumbo e un Millemondi. E alla fine non manca una sorpresa per quello che secondo me è stato un anno di tutto rilievo nella storia italiana della fantascienza da edicola e non solo.
Urania Collezione

Cominciamo da quella che è forse la collana più prestigiosa: Urania Collezione, che porta con sé una serie di opere di pregio degli anni passati. E come altrimenti valutare il numero 248, che ha presentato un romanzo potentissimo e fortemente influente nella letteratura mondiale (e non solo). Si tratta di L’uomo che cadde sulla terra di Walter Tevis, uscito originariamente nel 1963. È la storia di un viaggiatore extraterrestre solitario che giunge in incognito sulla Terra, cercando un modo per trasportarvi la gente del suo pianeta morente, devastato da una serie di guerre atomiche. Dal romanzo furono tratti un film omonimo nel 1976, per la regia di Nicolas Roeg, interpretato da David Bowie, e poi il musical Lazarus rappresentato nel 2015 con le musiche dello stesso musicista inglese. Il romanzo originale è straordinario per modernità e piacevolezza.

Secondo Urania Collezione di rilievo di questo fortunato anno è il numero 249, con un grande classico: Io sono leggenda di Richard Matheson. Intitolato originariamente I Am Legend, è del 1954 ed è ambientato in uno scenario post-apocalittico di quelli terribili: il protagonista infatti è l’unico umano sfuggito all’epidemia che sembra aver distrutto la popolazione terrestre trasformando ogni persona in un vampiro. Altissima tensione.

Terzo Urania da Collezione di tutto rilievo è il numero 250, con il romanzo Eden di Stanislaw Lem (1959). Mondadori sta ripubblicando tutta l’opera dello scrittore polacco, che è più che un semplice autore di genere. Questo Eden è importante per molti motivi, sia legati alla straordinaria scrittura che al simbolismo che si cela dietro la trama da romanzo di evasione: l’aria del pianeta Eden è respirabile e l’ambiente di una bellezza incredibile, ma racchiude anche dei misteri inquietanti: una spedizione terrestre giunge per errore su un pianeta abbandonato dove fabbriche aliene continuano imperterrite a produrre anche se nessuno sembra controllarle, in mezzo a sterminate fosse comuni piene di cadaveri e bizzarre creature bicorpo, costituite in parte da una massa gelatinosa. Gli esseri umani studiano perplessi, ma sono oggetto anche loro di uno studio misterioso.
Millemondi

Una collana straordinaria, quella di Millemondi, nata decenni fa per raccogliere piccoli cicli di romanzi brevi o di racconti (ma anche opere collettanee di autori vari). Questa volta è da segnalare per la curatela di Franco Forte, che ha messo assieme una antologia destinata a lasciare traccia nella storia della fantascienza italiana.
Pubblicata nel numero 96 di Millemondi, pubblicato a luglio e intitolato Coloni dell’universo, presenta una serie di opere di autori nostrani che rappresentano il meglio di questo periodo: Paolo Aresi Manuel Soto Ortega (Colono di Marte), Davide Camparsi (Tra tutti gli infiniti mondi), Francesca Cavallero (Chora), Franci Conforti (Colonikon Evangelion); Lorenzo Iacobellis (Altri soli, altri animali, altri alberi. Un altro mondo), Alessandro Montoro (La musa inquietante), Maico Morellini (Mimes), Daniela Piegai (La fattoria perduta), Franco Ricciardiello (L’altro confine della notte), Laura Silvestri (Avery 2ΔBμ), Gianpietro Stocco (Le nuvole hanno occhi), Silvia Treves (Collo di bottiglia) e Alessandro Vietti (Il silenzio del cielo).
Urania Jumbo

La collana “grande” di Urania è una novità recente. I Jumbo all’inizio erano dei fuoriserie che pubblicavano opere di lunghezza notevole (nei primi venti-trent’anni di Urania i romanzi lunghi venivano “tagliati” per farli stare nel formato di rivista da edicola, pratica oggi abbandonata). Dal momento che i Jumbo sono il vettore per raccogliere romanzi lunghi ma anche cicli che altrimenti non sarebbe possibile pubblicare su Urania, quest’anno possiamo considerarlo l’anno della Fondazione.
Infatti Urania ha dato il via alla pubblicazione del nuovo ciclo dedicato al capolavoro di Isaac Asimov, che è stato rimesso in circolazione grazie alla serie tv su Apple TV e che si basa anche su una serie di nuovi romanzi, affidati a veterani del settore. Il tema dei nuovi romanzi è Hari Seldon, l’uomo che ha fondato la psicostoria. La sua figura rimane nell’ombra nell’opera del grande scrittore americano, con pochi dati tramandati della sua biografia. Questo vuoto viene colmato dalla Second Foundation Trilogy, tre romanzi scritti uno ciascuno da Gregory Benford, Greg Bear e David Brin, che gettano una nuova luce sulla figura del creatore del Piano Seldon.
Su Urania Jumbo 44 di giugno è uscito Fondazione: La paura scritto da Gregory Benford, che narra la storia di quando Seldon sta per essere nominato Primo Ministro dell’imperatore Cleon I. Lo scienziato è riluttante ad accettare e ne ha ragione, dal momento che sono molti gli oppositori alla sua candidatura. Inoltre, il dibattito è quanto mai acceso sulla questione delle identità artificiali, in particolare due simulazioni basate sulle personalità di Giovanna d’Arco e di Voltaire. È etico o meno crearle? E una volta create, dovrebbero avere diritto di cittadinanza?
A luglio, con il numero 45 di Urania Jumbo, è uscito Fondazione: Il caos scritto dal bravo Greg Bear, che anche questa volta non si smentisce con una storia serratissima e piena di colpi di scena. Hari Seldon è ora sotto processo per tradimento, la migrazione verso Star’s End sta per iniziare e R. Daneel Olivaw ha scoperto che il nemico è più letale e più vicino di quanto avesse immaginato: è uno della sua specie.
Infine, ad agosto 2023 è uscito il terzo volume dedicato alla Second Foundation Trilogy. È Urania Jumbo numero 46, intitolato Fondazione: Il trionfo e scritto da David Brin. Il capitolo finale in cui l’intelligenza umana e quella artificiale si scontrano in una lotta per il dominio dell’universo. Hari Seldon, fuggito dall’esilio, deve rischiare tutto per raggiungere la conoscenza che può garantire il futuro dell’umanità o la sua definitiva caduta.
Urania

Passiamo a Urania vero e proprio, la testata eponima, come si dice nella buona società. E cominciamo con il numero di gennaio, il 1710, che porta un romanzo del 2001 molto bello e dedicato della serie di Pip e Flix, forse una delle più sottovalutate della fantascienza moderna soprattutto perché semplicisticamente etichettata come “romanzi per ragazzi”. È Reunion di Alan Dean Foster. Ambientato nel futuro, vede Flinx introdursi in una stazione top secret sulla Terra sfruttando i suoi poteri telepatici, ingannare un sofisticato programma di intelligenza artificiale e indurlo a rivelare informazioni riservate sui Meliorari, la società di eugenetici rinnegati i cui esperimenti sugli esseri umani avevano inorridito l’universo civilizzato. Dopotutto, essendo uno dei pochi esperimenti dei Meliorari sopravvissuti, Flinx ha il diritto di conoscere il proprio passato.

Altro romanzo molto importante di quest’annata è Urania 1715, che contiene Marea tossica di Chen Qiufan. La fantascienza cinese, una scoperta recente nel nostro Paese e non solo, merita attenzione per temi e gusto. In particolare, questo romanzo parte da una premessa deliziosamente anticapitalista: la giovane Mimi vive letteralmente sommersa dall’immondizia del mondo. Lei infatti è una delle “ragazze dei rifiuti” che lavorano tra gli imponenti cumuli di spazzatura elettronica di Silicon Isle, dove i frutti marci del capitalismo e della civiltà del consumo giungono alla loro rapida fine. La sua storia è davvero affascinante.

Infine, il terzo romanzo selezionato fra i dodici usciti nel 2023 per la serie canonica di Urania è il numero 1719 dell’italiano Davide Del Popolo Riolo, intitolato Per le ceneri dei padri. Vincitore del Premio Urania, è considerato dalla critica un romanzo di qualità che vale forse più della sede nella quale è stato pubblicato (una collana da edicola, per quanto prestigiosa) e che lancia un nuovo autore molto interessante. Da leggere assolutamente, anche per riflettere sul tempo presente e le sue distorsioni.
Una Kage Bake a sorpresa

Attenzione, però, perché c’è anche un bonus: Urania numero 1720 della serie regolare. È Il figlio della macchina di Kage Bake. L’autrice di fantascienza e fantasy americana, nata a Los Angeles il 10 giugno 1952 e morta il 31 gennaio 2010 a Pismo Beach, è famosa per la sua serie La compagnia del tempo, centrata sul tema del viaggio nel tempo organizzato da un’azienda multinazionale del futuro che vuole controllare il passato tramite una serie di cyborg immortali.
Il figlio della macchina è il settimo romanzo della serie di dieci, che Mondadori sta lentamente pubblicando (il primo uscì su Urania 1432 nel 2002, e poi è stato ristampato nel 2013). Vale la pena menzionarlo e soprattutto leggerlo perché è un tassello importante in una delle saghe più note della fantascienza contemporanea.
Antonio Dini, giornalista e saggista, è nato a Firenze e ora vive a Milano. La sua newsletter si intitola: Mostly Weekly.
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