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L’assurdo caso dell’artista colombiana che ha fatto credere di aver collaborato con Miyazaki a “Il ragazzo e l’airone”

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Geraldine Fernández, una graphic designer colombiana che lavora in un’azienda nella città di Barranquilla che produce vetro architettonico e prodotti in alluminio, ha fatto credere alla stampa nazionale (tra cui le testate El Heraldo ed El Tiempo, che le hanno dedicato titoli come «Il talento di Barranquilla che ha vinto ai Golden Globe») di avere preso parte alla produzione de Il ragazzo e l’airone in un ruolo importante.

Fernández aveva dichiarato di aver incontrato Miyazaki in tre occasioni durante la lavorazione, e che il regista l’aveva affettuosamente soprannominata “la colombiana”, apprezzando il suo lavoro. La designer non aveva però supportato il racconto con delle prove concrete. Questo – e il fatto che il nome di Fernández non comparisse da nessuna parte nei titoli di coda o nel materiale promozionale del film, o che il suo portfolio osse composto da immagini rubate su Deviantart – non ha impedito ai media colombiani di prendere per buona la storia, che ha poi fatto il giro del mondo.

Fernández è stata persino invitata a tenere un discorso alla Universidad Sergio Arboleda. In un’intervista poi rimossa, Fernández ha spiegato che «nel corso di venti mesi, ho dovuto realizzare venticinquemila fotogrammi, corrispondenti a una scena di dieci secondi. […] È stato un sacco di lavoro, ma ne è valsa la pena, specialmente perché Miyazaki era lì, […] e lavorare fianco a fianco con lui è stata un’esperienza unica e incredibile».

Intervistata dallo streamer spagnolo Pablo González, Fernández ha confermato la sua versione, affermando che non poteva fornire prove concrete perché aveva firmato un contratto di riservatezza. Nella stessa intervista, ha inoltre ammesso, dopo averlo negato, che una delle immagini del suo portofolio era copiata.

Cartoon Brew ha contattato il distributore americano de Il ragazzo e l’airone, GKIDS, che ha ribadito che il nome di Fernández non compare da nessuna parte nei crediti del film. In seguito al clamore della notizia, e al suo immediato sbugiardamento, El Heraldo ha ritrattato spiegando che «[il giornale] si è fidato delle dichiarazioni di Fernàndez in buona fede» e scusandosi con i lettori. Lo stesso ha fatto El Tiempo.

Ospite di una trasmissione radiofonica, Fernández ha in seguito ammesso di aver esagerato il proprio ruolo, continuando comunque a dichiarare di aver lavorato alla produzione del film: «Ho lavorato sulla composizione di alcuni di quei fotogrammi, non di tutti e venticinquemila». Infine, a metà gennaio, ha inviato una lettera alla stampa in cui ha ammesso la sua totale estraneità con il film di Hayao Miyazaki.

Leggi anche: L’uomo che ha fatto conoscere Miyazaki all’Occidente

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