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FocusIntervisteOriana Fallaci raccontata a fumetti

Oriana Fallaci raccontata a fumetti

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«Da anni, l’erede universale della Fallaci, il nipote Edoardo Perazzi, aveva in mente di realizzare una biografia a fumetti che restituisse la Fallaci a se stessa e che potesse rivolgersi anche alle generazioni più giovani. A lui era piaciuta la nostra Maria Grazia Cutuli. Dove la terra brucia e così, nel marzo 2021, ci è arrivata da parte di Rizzoli la richiesta di formulare un progetto per un romanzo a fumetti di almeno duecento pagine dedicato a Oriana Fallaci» raccontano a Fumettologica lo sceneggiatore Giuseppe Galeani e la disegnatrice Paola Cannatella, autori di Oriana. Una donna libera, biografia a fumetti della famosa giornalista italiana Oriana Fallaci, edita da Rizzoli nel 2022.

Il volume ripercorre la vita di Fallaci, dall’infanzia a Firenze all’esperienza come staffetta partigiana, dalla scoperta della vocazione per il giornalismo ai reportage di guerra, dalla popolarità mondiale dei suoi libri alla scelta di una reclusione quasi totale fino al controverso impegno civile dopo gli attentati dell’11 settembre.

«Oriana diceva sempre: “Solo io posso raccontare la mia storia”, e questa è stato il primo elemento del nostro approccio» spiegano gli autori. «Da qui la scelta di una Oriana-guida spirituale, eterna cinquantenne che, emergendo dalla sua poltrona Chesterfield, dietro il fumo dell’eterna sigaretta, nega al lettore il permesso di essere intervistata, e invece pretende di essere ascoltata. Questa Oriana-guida è una voce narrante seria e allo stesso tempo versatile, in grado di condurre, di volta in volta, il lettore nei differenti frammenti della Storia con la S maiuscola.»

Per questo, da un punto di vista grafico, è stato scelto di usare due diversi stili di disegno: realistico per la biografia vera e propria, con l’utilizzo della classica tavola a fumetti composta da una gabbia di vignette di numero e dimensione variabile; e quello stilizzato della Oriana-guida, completamente scontornato, senza limiti, a rappresentazione della sua anima libera.

Affrontare una personalità così complessa e un corpus d’opere così vasto non è stato facile per Galeani e Cannatella: «Eravamo attratti e allo stesso tempo intimoriti dalla figura della Fallaci e dalla sua esistenza “piena” in tutti i sensi possibili. Pur avendo a disposizione molte pagine a fumetti, avremmo dovuto ugualmente effettuare una selezione di quali episodi includere. L’idea era quella di farsi guidare dalla stessa Oriana, immaginando cosa avrebbe deciso di raccontare al lettore. Per esempio, avrebbe sicuramente sottolineato la devozione ai suoi genitori e avrebbe voluto essere ricordata come la compagna di Alekos Panagulis. Avrebbe omesso tutti quei dettagli “antipatici”, come le tendenziose ricostruzioni delle sue amicizie con le dive di Hollywood, oppure la relazione con Paolo Nespoli, vent’anni più giovane di lei».

«Come secondo elemento del nostro approccio, abbiamo scelto di suddividere la biografia in capitoli intitolati a diversi tipi di “conflitti” – continuano gli autori – proprio perché Oriana era convinta che in essi emergesse l’essere umano nella sua essenza più pura: il primo capitolo, “Bambini e adulti”, racconta l’infanzia trascorsa a Firenze ai tempi del fascismo, durante la quale gli adulti non permettono ai bambini di rimanere tali troppo a lungo; il capitolo “Angeli e bestie” racconta le difficoltà di Oriana come corrispondente di guerra in Vietnam, simbolo di tutte le guerre, in cui si ammazza per senso del dovere o in nome di un sogno, in cui tutti sono capaci di commettere orrori. Alla fine ci sono volute 324 pagine per raccontarli tutti.»

Per Cannatella e Galeani c’è stato anche un terzo elemento da tenere in considerazione: «le parole, i “figli di carta” di Oriana. Avevamo a disposizione molti scritti, ma soprattutto sono state le stesse parole della Fallaci a guidarci: i suoi articoli, i suoi libri, le lettere private e le conferenze alle Università. La scrittura è la vita della Fallaci. Abbiamo deciso di utilizzare i suoi scritti attraverso una trasposizione il più possibile letterale. E così che, calandosi nel nostro fumetto, il lettore ha l’impressione di ascoltare la voce della grande scrittrice».

Uno dei punti chiavi del fumetto è il lavoro da giornalista di Fallaci e, in particolare, il suo modo di scrivere e quello di realizzare le interviste, molte delle quali condotte con alcuni grandi protagonisti del Novecento. «Ci è sembrato subito chiaro che nei suoi articoli la Fallaci emergesse in tutta la sua complessità, riuscendo ad essere al contempo giornalista e scrittrice, personaggio protagonista e persona comune, in particolare nelle sue celebri interviste» raccontano gli autori. «Fra queste, quella a Henry Kissinger – scomparso lo scorso 29 novembre – è un pezzo irrinunciabile, che consolidò la fama planetaria della Fallaci come intervistatrice politica. Al punto che lo abbiamo scelto come pagine di prova per il nostro progetto.»

«Prima di incontrare Henry Kissinger Oriana si era documentata con grande cura, preparando le domande in maniera meticolosissima. Quindi era andata alla scoperta di uno dei “grandi della Terra” priva di qualsiasi soggezione» spiegano gli autori. «Le domande della Fallaci, volte alla scoperta dell’elemento umano, delle debolezze o delle fragilità che avvicinano un divo del cinema o un potente alla gente comune, e le risposte di Kissinger che tendono a scansarle o a minimizzarle, trasformano l’incontro in una partita a scacchi. Ci premeva mostrare ai lettori l’impegno e l’attenzione messi in gioco da Oriana, il modo in cui lei affrontava l’intervistato come se si trattasse di una questione di vita o di morte, la sua tecnica e il suo stile, il cosiddetto “metodo Fallaci”.»

«Il doppio stile grafico/narrativo ci ha permesso di raccontare realisticamente l’incontro fra Fallaci e Kissinger alla Casa Bianca nel 1972, mentre si parlava di “pace a portata di mano” fra Stati Uniti e Vietnam» spiegano gli autori. «E, intanto, la Oriana-guida si rivolge al lettore: “Ero una persona sinceramente curiosa, magari con qualche preconcetto, ma pronta anche a cambiare idea. Però, come un prete o un analista, volevo tirare fuori la sua stessa anima!”. Alla fine, Fallaci, solleticando l’ego di Kissinger, lo mette sotto scacco, strappandogli una confessione che rivela la vanità dell’infallibile diplomatico statunitense. Quel briciolo di umanità di cui Kissinger si pentirà amaramente di aver rivelato. Per tutta la vita rimpiangerà di aver rilasciato quell’intervista.»

«Quelle pagine di prova hanno avuto il successo che speravamo: fu il primo passo per ottenere la fiducia di Perazzi» continuano. «Il primo passo, appunto, perché avremmo dovuto documentarci a dovere prima di essere veramente in grado di rappresentare Oriana Fallaci, scrivere e disegnare la sua biografia. Circa un anno dopo, le pagine dell’intervista a Kissinger furono totalmente ri-sceneggiate e ri-disegnate, in linea con il resto del libro.»

L’intervista a Henry Kissinger, svolta nel 1972 quando il politico era Consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, è dunque centrale per lo sviluppo del racconto ideato da Galeani e Cannatella. Proponiamo l’intera sequenza di seguito:

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Oriana. Una donna libera è stato premiato a Etna Comics 2023 per il “miglior libro a fumetti” e alla 56ª edizione del premio Acqui Storia nella categoria graphic novel ad “argomento storico, storie illustrate a cavallo tra il giornalismo, la narrativa e il fumetto che aderiscono a temi e vicende reali”.

Leggi anche: C’è un prima e un dopo Gipi nel fumetto italiano

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