x

x

FocusOpinioniAlfredo Castelli, il mio maestro fumettologo

Alfredo Castelli, il mio maestro fumettologo

alfredo castelli martin mystère 100

Nell’estate del 1990, Martin Mystère celebrava il centesimo episodio con uno speciale albo in quadricromia (Di tutti i colori). Leggendo quell’avventura dalla trama dritta e ordinata eppure qua e là bizzarra, a colpirmi fu qualcosa di imprevisto. Non era tanto l’avventura alla Indiana Jones ad affascinarmi, sebbene farcita di dettagli eruditi e di paradossi visivi che mai avrei pensato di trovare mescolati insieme. Piuttosto, era uno strano déjà vu: riconobbi istintivamente di avere già visto una scena. Difficile capire dove, però. Al cinema? In televisione? A quindici anni non potevo dirmi cinefilo, al massimo teledipendente. Dove, quindi? E se fosse stato qualcosa legato all’infanzia? A quindici anni non c’è tempo per pensare al passato. Dove, perlamiseria?

Non ricordo quanti minuti mi fermai su quella scena, ma sicuramente mi sembrarono lunghissimi: quella sequenza, persino quell’inquadratura, io l’avevo già vista. Anzi no, l’avevo già letta. Aspetta: in che senso, già letta? Mah. Ero adolescente, avevo enne cose più vitali a cui pensare (come fare tardi con gli amici; come uscire da solo con quella ragazza; come battere a tennis quello stronzo…); ricostruire l’origine di un ricordo era una fatica, una noia inutile. E come tanti adolescenti, non leggevo fumetti. Non li leggevo più da anni, circa dalla fine della scuola elementare. Eppure… ecco! La memoria visiva riemerse. Riuscii a ricordarmi dove avevo visto quella sequenza, quell’immagine: in un fumetto.

Letto da bambino. In una storia di Zio Paperone. «Ma tu pensa! Quelle cose che leggevo da piccolo, riutilizzate per fare altre cose, e così interessanti e complicate?!». Ricordo che mi misi a cercare per bene, sfogliando vecchi fumetti a casa mia e dagli zii, finché non trovai quello che conteneva Paperino e il mistero degli Incas di Carl Barks, storia che ricordavo come una delle più sorprendenti letture della mia infanzia, la cui scena-madre, con Paperino e i nipotini che si affacciano stupefatti sul “mondo perduto” nelle Ande, era stata usata da Alfredo Castelli come modello per l’analoga sequenza di Mystère che mi aveva colpito. E così capii, finalmente, anche il senso del dettaglio enfatizzato nell’ultima vignetta dell’episodio, ovvero lo zoom su un albo di Donald Duck dal titolo Lost in the Andes!. Era una chiara, consapevole citazione fumettistica.

Martin Mystère mi emozionò meno di Dylan Dog (che scoprii quella stessa estate), ma le sue avventure, fantastiche e insieme fondate su elementi storico-scientifici, promettevano un passatempo in grado di esplorare informazioni poco battute da altri media: meglio di tanti libri scolastici, programmi tv, giornali. E forse, in quelle avventure fantarealistiche, si nascondeva anche un piccolo segreto che, qua e là, si affiancava sottotraccia agli intrighi della serie: il segreto del Fumetto. Un mystero che non conoscevo, non essendomi mai posto prima la domanda implicita in quel Martin Mystère 100: «cosa c’era dietro» ad alcune pur stupefacenti letture infantili? Cos’era il Fumetto? Quali i suoi esempi più memorabili, i suoi protagonisti, la sua identità?

alfredo castelli martin mystère
Una vignetta di Giancarlo Alessandrini da “Martin Mystère” 100 (in alto) che richiama la storia di Carl Barks “Peperino e il mistero degli Incas” (in basso)

Negli anni successivi, senza rendermene troppo conto, andai dietro a queste domande con interesse crescente, incuriosito dal gioco consapevole di Alfredo Castelli. Dieci anni dopo, con una tesi di laurea intitolata L’intertestualità nel fumetto seriale come indicatore di cultura: il caso Martin Mystère, avrei cercato di far esplodere – soprattutto nella mia testa – quella lettura che mi aveva tanto colpito. Alfredo, bontà sua, mi dedicò un sacco di tempo, arrivando persino a salutare la mia tesi dalle pagine della testata.

E nel frattempo, mentre io mi tuffavo nella carriera accademica e arrivavo persino a sostenere la prima tesi di Dottorato dedicata al fumetto, in Italia, con un impianto sociologico e di ricerca empirica, il BVZA (Buon Vecchio Zio Alfredo) aveva proseguito in quella direzione, producendo numerosi fumetti con Martin Mystère impegnato – mentre in Alfredo cresceva la passione per la ricerca storico-documentale sul fumetto e le sue origini – in avventure, diciamo, sempre più “fumettologiche”: Il passato di Java (1991), La spada nella roccia (1992), Mysteri in treno: that’s all, folks! (1994), The New Atlantis Tribune (1994), Fantasmi a Foiano (1995), Il mystero delle nuvole parlanti (1996), Che fine ha fatto Kurt Katzenjammer? (1997), Strano ma vero! (2000), Una storia impossibile (2000), La tredicesima fatica (2005), La sindrome di Matusalemme (2009), Eccentrici visitatori dalla seconda dimensione (2010), Anni ’30 (2012), La materia di cui sono fatti i sogni (2014), per citare solo quelle di cui ho avuto occasione di scrivere in passato.

Un incontro memorabile, dunque, quello tra Martin Mystère e Alfredo Castelli. Che incarna con rara nitidezza la relazione consapevole e divertita di un autore con il proprio personaggio, con il proprio mezzo e con la sua stessa Storia. Memorabile anche per me, che oltre trent’anni fa vissi il mio incontro finzionale – con Martin Mystère 100 – le cui tracce porto ancora oggi.

Non è un caso, forse, che proprio nel 2010 – venti anni dopo la prima lettura, dieci dopo una tesi di laurea – abbia deciso di aprire un blog intitolato “Fumettologicamente”, per sancire definitivamente e in una sola parola, insieme consapevole e divertita, quanto avevo iniziato, probabilmente, venti anni prima: il lavoro del ricercatore e docente, fumettologo. Una piccola storia proseguita poi qua con Fumettologica e alla quale, mentre finisco di ricostruirla e scriverla qui, mi sorprendo a pensare come fosse una curiosa avventura mysteriosa. La mia. La storia di un lettore e debitore del lavoro di Alfredo.

*Questo intervento riprende e rielabora il capitolo “Alfredo Castelli, Martin Mystère e i fumetti fumettologici”, in Alfredo Castelli. Storie e mysteri di un grande narratore, COMICON Edizioni, 2012

Leggi anche: 10 grandi fumetti di Martin Mystère

Entra nel canale WhatsApp di Fumettologica, clicca qui. O seguici su Threads, Telegram, Instagram e Facebook.

Ultimi articoli

saldaPress: i fumetti in uscita a marzo 2024

La casa editrice saldaPress ha annunciato i fumetti che pubblicherà in fumetteria, libreria ed edicola a marzo 2024.

Lorenzo Mattotti ha illustrato il manifesto per l’Italia ospite d’onore alla Fiera del libro...

L’illustratore e fumettista Lorenzo Mattotti ha realizzato il manifesto della Fiera del libro di Francoforte 2024.

3 cose da vedere in streaming su Netflix a marzo 2024

Una selezione di film e serie tv, d’animazione e live-action, tra le novità disponibili in streaming su Netflix a marzo 2024.
Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Ads Blocker Rilevato!!!

Abbiamo rilevato che stai utilizzando le estensioni per bloccare gli annunci. Il nostro sito è gratuito e il lavoro di tutta la redazione è supportato dalla pubblicità. Supportaci disabilitando questo blocco degli annunci.

Powered By
Best Wordpress Adblock Detecting Plugin | CHP Adblock