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L’avventura di Tex più importante del 2024 ha 75 anni

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La copertina di Maurizio Dotti per il numero 64 di “Tex Willer”, contenente la storia “Le cinque dita della Mano Rossa”

Il 17 febbraio sarà distribuito in edicola il numero 64 della collana Tex Willer – la serie dedicata alle avventure giovanili del ranger di Sergio Bonelli Editore -, un albo intitolato Le cinque dita della Mano Rossa. La storia in esso contenuta sarà molto importante, perché si ricollegherà a un momento storico della vita editoriale e narrativa di Tex e segnerà l’inizio di una fase di cambiamento per la collana.

La Mano Rossa è il nome di una banda criminale affrontata da Tex nel corso della sua seconda avventura (dopo la prima intitolata Il totem misterioso). Scritta da Gianluigi Bonelli e disegnata da Aurelio “Galep” Galleppini, ovvero i due creatori del personaggio, La Mano Rossa fu pubblicata originariamente nel 1948 da Edizioni Audace, antesignana dell’attuale Sergio Bonelli Editore.

La storia fu edita inizialmente nel formato a striscia caratteristico di quegli anni (16,5×8 centrimetri), per poi essere riproposta nel 1958 in quello “gigante” (il classico 16×21 bonelliano), nel primo numero della nuova testata Tex. Questa – che inizialmente ripropose le storie già apparse sotto forma di striscia, per poi iniziare dopo qualche tempo a pubblicare direttamente storie inedite, soppiantando la collana precedente – è la testata del personaggio ancora oggi in edicola.

Il primo numero – composto da 160 pagine – prese il titolo proprio della storia La Mano Rossa, che si svolgeva su 157 strisce, pari a circa 52 pagine dell’albo. Di recente, la casa editrice Lo Scarabeo, specializzata in libri d’arte e mazzi di tarocchi, ha pubblicato un’artist edition di quel primo, storico numero.

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La storica copertina di “Tex” 1, illustrata da Galep

Il Tex di quella storia non era ancora il ranger tutto d’un pezzo con al fianco un gruppo di pard delle avventure odierne. Era invece un giovane giustiziere solitario, considerato però dai soldati un fuorilegge, sulla cui testa c’era persino una taglia. Nel suo curriculum figuravano in realtà solo ammazzamenti di «ladri, bari e assassini», come dichiarato da lui stesso al colonnello del Forte Two Miles che gli dava la caccia. «Sono un fuorilegge ma voi dovete ben sapere come fui costretto a lasciare la mia città e come io non mi sia mai macchiato di furti e rapine.»

Praticamente si trattava dello stesso personaggio oggi protagonista della collana Tex Willer: fu proprio nel corso di La Mano Rossa che il giovane fu graziato di tutte le accuse e invitato a entrare a far parte del corpo dei Texas Rangers. La storia infatti si apriva con Tex ingiustamente accusato dell’omicidio dello scout Joe Scott e del furto delle paghe di Forte Two Miles, misfatti invece commessi dalla banda della Mano Rossa, composta da cinque criminali di nome Stone, Burke, Welles, Topler e Randall. Dopo averla sgominata – come promesso al colonnello del Forte – Tex riuscì a riabilitare definitivamente il proprio nome.

In La Mano Rossa, insomma, Tex iniziò a diventare l’eroe che conosciamo oggi. A breve ci sarebbero state altre svolte fondamentali nella sua vita e nella sua carriera – l’icontro con Kit Carson, il matrimonio con Lylith, la nascita di Kit – ma il passaggio da fuorilegge a ranger fu forse il presupposto più importante per il successo del personaggio, che non solo è ancora oggi presente nelle edicole italiane, ma è anche il fumetto più venduto attraverso questo canale.

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Il momento in cui il giovane Tex scoprì dell’esistenza della Mano Rossa

La banda della Mano Rossa tornò invece in scena tra maggio e luglio del 1986, con una nuova formazione, sui numeri di Tex da 307 al 309, nella storia dal titolo Delitto al “Morning Star”, sceneggiata da Claudio Nizzi e disegnata Jesus Blasco. L’albo 308 fu intitolato proprio Il ritorno della Mano Rossa.

La storia dava anche un po’ l’idea di quanto tempo fosse passato da La Mano Rossa. «Ho avuto a che fare con una banda che aveva lo stesso nome, ma si tratta di parecchi anni fa, e il diavolo mi porti se avrei mai immaginato di sentirla rinominare» esclamò infatti Tex dopo avere scoperto il nome della banda sulla quale era stato chiamato a indagare ad Amarillo, in Texas. Quando poi Kit Carson commentò con «Roba vecchia, allora», il ranger specificò «che mio figlio Kit non era ancora nato e che, a quel tempo, in quella tua barba da capra non avresti trovato un filo bianco nemmeno a cercarlo per un mese.

In quel caso, però, la Mano Rossa era una misteriosa associazione segreta composta da sei persone guidate da un ignoto Primo Fratello. La nuova banda però era stata stata formata dal figlio di Welles, sotto il nome fittizio di Stilman, che voleva vendicarsi di Tex attirandolo in una trappola.

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Il ritorno della Mano Rossa, in una copertina di Galep

Le cinque dita della Mano Rossa e gli albi immediatamente successivi di Tex Willer saranno invece a tutti gli effetti un remake della storia originaria di fine anni Quaranta, tanto che Gianluigi Bonelli è accreditato come autore del soggetto. A scrivere la storia sarà Mauro Boselli, ormai da anni supervisore e principale sceneggiatore del personaggio, con i disegni a cura di Marco Ghion, già visto su due speciali di Tex Willer, l’1 del 2019 e il 6 del 2023.

Guardando le tavole di anteprima dell’albo, si può già notare come alcune vignette riprenderano in modo quasi pedissequo quelle della versione originaria della storia, che sarà riproposta in uno stile più contemporaneo (e probabilmente con uno stile di narrazione più decompresso, quindi con un maggior numero di pagine).

Anche la copertina di Le cinque dita della Mano Rossa, illustrata da Maurizio Dotti, riprende una delle prime strisce di La Mano Rossa, quando Tex si lanciò da un dirupo in sella al suo cavallo Dinamite per sfuggire alla giustizia, finendo in un fiume. Il disegno di Dotti mostra la stessa immagine però da un altro punto di vista.

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Il salto di Tex e Dinamite nel fiume, così come lo disegnò Galep

Con il numero 64 si inaugurerà inoltre un’annata di storie che vedrà il ritorno di alcuni personaggi presenti nelle prime storie di Tex e che porterà a un importante cambiamento, con il giovane fuorilegge che sarà nominato ranger. Secondo quanto scritto dallo stesso Boselli, le prossime storie ci permetteranno insomma «di riscoprire figure indimenticabili come El Diablo e sua figlia Florecita, l’affascinante proprietaria di saloon Marie Gold, la giornalista Joan Baker, la bella ribelle azteca Yogar, il perfido capitano Lowett, il crudele Bill Mohican e l’insidioso sciamano dei Piutes Wabinoga, insieme naturalmente a nemici nuovi di zecca e anche ad amici che sarà un piacere rivedere, come Tesah, Jeff Weber, Arkansas Joe, Kit Carson e mr. Marshall, il quale appunterà sul petto di Tex la sua prima stella d’argento».

Di seguito, Tex Willer si occuperà di raccontare le avventure giovanili del personaggio una volta diventato ranger. Fu solo alcuni mesi dopo La Mano Rossa, per l’esattezza dopo la morte di Lylith, moglie navajo di Tex e madre di Kit Willer, che l’azione si spostò in avanti nel tempo, consegnandoci un Tex adulto (e un Kit Carson invecchiato, come lo vediamo ancora oggi mensilmente). Ci sarà dunque ancora molto spazio per le avventure inedite del giovane Tex, in questo caso però, a differenza che nel recente passato, dalla parte giusta della legge.

Di seguito, tre pagine in anteprima dall’albo di Tex Willer intitolato Le cinque dita della Mano Rossa:

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