x

x

RubricheShock in My TownSorelle di sangue

Sorelle di sangue

Un viaggio nelle storie di ieri e di oggi per provare a immaginare il nostro futuro. "Shock in My Town", una rubrica di Fumettologica a cura di Davide Scagni. Il martedì, ogni 15 giorni.

mia sorella è pazza iris biasio
Una pagina da “Mia sorella è pazza”

Nel notevole esordio di Iris Biasio, Mia sorella è pazza (uscito nel 2022 per Rizzoli Lizard), la protagonista Rita Nocenti, diventata catatonica dopo l’assurda morte del marito, ha un risveglio inaspettato quando sua sorella Francesca si taglia un dito mentre sbuccia una mela. Guardando il sangue che scorre dalla mano ferita della sorella, Rita perde il suo perenne sorriso. 

Si incupisce all’improvviso, come se la serenità del suo mondo fosse stata spezzata da quella visione. E questo repentino cambio di espressione è la cosa più significativa che le accade, dopo anni di sostanziale immobilità. Seduta nel giardino adiacente alla clinica in cui è ricoverata, Rita osserva il sangue che sgorga dal Frutto Proibito. Ricorda forse il Peccato Originale che l’ha condannata a uscire dall’Eden: quel mistero insondabile che l’autrice fa bene a non rivelare, lasciando alle potenti immagini il fulcro della narrazione, l’esperienza di un dolore che non si può capire. 

C’è, in questa difficoltà a lasciarsi afferrare, tutto il fascino inquietante del lavoro di Iris Biasio. I personaggi e i fatti si rifiutano di farsi capire fino in fondo, di farsi ridurre alla nostra banale comprensione. Come la mosca che disegnava sempre nei suoi dipinti Edoardo, il marito pittore di Rita, sul piede della Madonna. Quella mosca, per Edoardo, serve a ricordarci l’esistenza del diavolo. Ci ricorda che ogni Eden presuppone un peccato. 

Una mosca si posa infatti sul piede di Rita, poco prima dell’incidente che la rende catatonica. Un mese dopo la morte di suo marito, durante un picnic con la sorella, Rita si va a nascondere in mezzo ai boschi: e qui, mentre il sangue cola copioso tra le sue gambe, sente tutti gli alberi intorno bruciare, sente forse l’avverarsi di una maternità impossibile. È come se la sua coscienza si scindesse: in un universo parallelo, diventa madre del figlio di Edoardo; in un’altra realtà, che è poi forse la nostra, Rita smette di interagire con il mondo, affidandosi a un sorriso distante e senza senso. 

la passione di giovanna d'arco film
Un’immagine dal film “La passione di Giovanna d’Arco”

La mosca rappresenta sempre qualcosa di contingente, l’emergere del caso nell’ordinato scorrere del tempo: in La passione di Giovanna d’Arco di Carl Theodor Dreyer (1928), una mosca svolazza sul volto dell’attrice Renée Falconetti, che interpreta la Santa sotto processo per eresia, proprio nel momento in cui i giudici dell’Inquisizione le chiedono: «Sei in istato di grazia?». Il regista danese non aveva previsto quell’evento improvviso, ma decise di conservarlo sulla pellicola cogliendone il valore simbolico, l’affermarsi di un frammento di realtà nel rigore formale dell’immagine. 

Un sintomo non è che il riassunto di una storia, ci dice Iris Biasio: e questo sangue che esonda dai corpi – quello di Francesca, normalizzato e tenuto sotto controllo dalle pastiglie per la gastrite, e quello di Rita, corpo ribollente e incontrollabile, definitivamente frustrato nella propria aspirazione – si fa simbolo di un male profondo che non si può risolvere, di una vicenda che non ha un colpevole né tantomeno un lieto fine; solo un tenace prendersi cura reciproco, un riconoscersi dall’odore. Come i cuccioli di capriolo che non hanno odore, affinché la madre possa allontanarsi da loro per lungo tempo e riconoscerli al ritorno. 

Così Rita e Francesca evitano di sfiorarsi, di abbracciarsi, per proteggersi dai predatori. Questa distanza le preserva dalle brutture della vita, le salva dal dolore che si portano addosso. L’assenza della madre – un’assenza che non è espressa nel racconto, è semplicemente data: la madre non esiste, narrativamente, è tenuta fuori dal quadro – impone alle due sorelle di non poter essere madri che di sé stesse. 

Il sangue dunque è sintomo di una maternità assente. Una grazia che può essere raggiunta solo al di là del mondo reale, oltre quella “fine del mondo” che è l’evento traumatico vissuto da Rita. Nella carne e nel sangue si costruisce un legame più forte che con le parole: un destino comune, nell’unione di sostanze e di odori.

C’è un altro esordio molto interessante che richiama alcuni temi del graphic novel di Biasio, qualcosa di molto distante eppure (almeno, per me) molto simile: un horror movie sul cannibalismo. Ciò che nel fumetto è chiamata pazzia, l’impenetrabile mistero della natura umana, nel cinema diventa un gesto selvaggio e incontrollabile: un miscuglio indefinito di istinto di sopravvivenza e di impulso autodistruttivo. Ciò che era una mela, diventa un dito umano. 

raw una cruda verità film
Una immagine dal film “Raw, una cruda verità”

Con un approccio molto più cruento e meno rassicurante di un altro film affine come Bones and All di Luca Guadagnino, Raw, una cruda verità di Julia Ducournau – regista premiata nel 2021 a Cannes con il suo secondo lungometraggio, il discusso Titane – racconta di Justine, una timida adolescente vegetariana, proprio come i suoi genitori. Appena iscritta all’università di Veterinaria, Justine ha a che fare con una serie di dispetti e riti di iniziazione da parte degli studenti veterani che sono contrari ai suoi principi e alle sue abitudini, tra cui l’obbligo di mangiare carne di coniglio e di trascorrere un’intera giornata coi vestiti e il camice ricoperti di sangue animale. 

Questi eventi traumatici, uniti a una crescente tensione sessuale verso il suo compagno di stanza gay, spingono Justine a scoprire il piacere del cibarsi di carne, specialmente se umana. L’episodio significativo per lei avviene proprio con la sorella Alexia, studentessa veterana dello stesso corso: una sera, per un incidente domestico, Alexia si amputa un dito con la forbice. In attesa dell’ambulanza, mentre Alexia è svenuta dallo shock, Justine si ritrova in mano questo dito mozzato e non può resistere alla tentazione di mangiarselo. 

Poco male, in realtà: anche Alexia infatti ha lo stesso vizio della sorella. Complici e rivali, le due ragazze cannibali si trovano così a condividere un’esistenza complicata e selvaggia, tra tentazioni carnali e violente gelosie.

Una pagina da “Mia sorella è pazza”

Anche qui, come nel graphic novel di Iris Biasio, il sangue sgorgato produce l’evento che modifica lo status quo. O, meglio, rivela l’identità, la “stranezza”, della protagonista. Come Rita e Francesca, Justine e Alexa sono distanti anni luce dal mondo reale, chiuse in un microcosmo immaginario in cui le regole sociali non hanno lo stesso valore. Dal sangue – il loro sangue, innanzitutto – comincia la presa di coscienza del loro destino: il sangue le lega alla figura materna e allo stesso tempo le obbliga al distacco, le preserva nel posto in cui la madre le aveva abbandonate. 

Nel film la madre rimane una figura assente, fuori dal quadro, incapace di fornire aiuto, quasi inconsapevole di essere lei stessa portatrice della malattia, o della maledizione, che ha condannato le due figlie al cannibalismo. Neanche il padre, dal corpo martoriato per il segreto mai svelato, è in grado di salvarle. Le due sorelle, come i cuccioli del capriolo, devono da sole imparare a sopravvivere: essere madri di se stesse, riconoscere nel loro stesso sangue il sintomo della loro storia.

Leggi tutte le puntate di “Shock in My Town”

Entra nel canale WhatsApp di Fumettologica, clicca qui. O seguici su Threads, Telegram, Instagram e Facebook.

Ultimi articoli

Ora è possibile abbonarsi a Diabolik

Per la prima volta in 62 anni, sarà possibile sottoscrivere un abbonamento alla serie mensile inedita di Diabolik.
peepshow 15 joe matt

L’ultimo fumetto di Joe Matt, pubblicato postumo

Fantagraphics Books ha annunciato la pubblicazione postuma di Peepshow 15, l'ultimo e conclusivo numero della serie di Joe Matt.

Marvel annuncia altre due nuove serie a fumetti per il nuovo rilancio degli X-Men

Marvel ha annunciato altre due serie a fumetti per il nuovo rilancio degli X-Men intitolato From the Ashes: "Phoenix" e "Nyx".
Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Ads Blocker Rilevato!!!

Abbiamo rilevato che stai utilizzando le estensioni per bloccare gli annunci. Il nostro sito è gratuito e il lavoro di tutta la redazione è supportato dalla pubblicità. Supportaci disabilitando questo blocco degli annunci.

Powered By
Best Wordpress Adblock Detecting Plugin | CHP Adblock